Pubblicità al tempo del Coronavirus

  L’avvento del Covid-19 ha avuto effetti devastanti sull’economia del paese. Le imprese si sono trovate a dover ripensare vari aspetti della loro gestione tra cui anche come fare pubblicità al tempo del coronavirus.

  Non si può fare a meno di tenere conto della situazione attuale che ha stravolto la quotidianità di tutti.

  Fare finta di niente o modificare i propri piani di marketing e ripensare il programma di comunicazione aziendale? Rispondere a questa domanda non è facile e, probabilmente, non esiste una sola linea corretta da seguire.

  Ogni brand deve guardare al proprio prodotto, ai propri servizi e alla propria immagine e valutare la strada migliore.

Impatto sugli investimenti

  Quello che è certo è che la crisi economica è inevitabile e a farne le spese potrebbero essere, tra le altre cose, gli investimenti pubblicitari.

  Le aziende, in concomitanza con l’emergenza si sono dovute riorganizzare e hanno dovuto riflettere su come gestire il proprio budget. Molte campagne sono già state posticipate a data da destinarsi.

  La speranza è in una ripresa a partire da giugno/luglio, ma la situazione è incerta e fare previsioni, allo stato attuale, è molto complicato.

  Un sondaggio lanciato da Brand News riguardante l’impatto dell’emergenza sanitaria sugli investimenti pubblicitari, offre dati interessanti su come professionisti e agenzie vedono la situazione nel primo e nel secondo semestre. In sintesi l’articolo rivela che:

Lo stato del mercato pubblicitario per la prima parte dell’anno è desolante e, a parte qualche eccezione, lascia poco margine all’ottimismo. Meglio nel secondo semestre se, come tutti ci auguriamo, a maggio potrà avvenire la riapertura delle attività commerciali e concessa una certa libertà di movimento a patto che l’epidemia venga debellata.
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Pubblicità durante la crisi

  La reazione delle imprese per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria, ha avuto sviluppi differenti, che seguono tre filoni:

  1. Sospensione delle campagne pubblicitarie;
  2. Modifica della strategia di marketing e realizzazione di campagne pubblicitarie in linea con la situazione imposta dal coronavirus;
  3. Mantenimento della strategia di marketing già decisa.

  Ognuna di queste posizioni ha pro e contro. Il tutto va contestualizzato, perché le aziende sono state colpite in modo diverso dalla pandemia, in base al tipo di prodotto o servizio offerto.

  L’unica regola che vale per tutti in questa situazione di comunicazione di crisi è quella di non perdere la propria identità, rimanere coerenti alla propria immagine, sempre nel rispetto dell’emergenza in atto.

Scomparire o adattarsi?

  La scelta tra scomparire o adattarsi è molto complicata. La sospensione totale della propria presenza pubblicitaria potrebbe avere un impatto devastante. Sono pochi i casi in cui eliminare le campagne di comunicazione può essere giustificabile.

  Un taglio netto per un determinato periodo di tempo rischia di comportare una diminuzione di notorietà del brand al termine dell’emergenza.

  La propria riconoscibilità agli occhi dei consumatori rischia di subire un colpo troppo forte, che in un contesto già di difficoltà, per alcuni potrebbe comportare la definitiva uscita dal mercato o tempi di ripresa lunghissimi e difficoltosi.

  Magari si può valutare una riduzione degli investimenti ma è consigliabile non eclissarsi del tutto se non si vuole rischiare di essere sopravanzati da altre realtà.

Come strutturare le campagne

  La decisione su come fare pubblicità al tempo del coronavirus deve tenere conto dei sentimenti dei consumatori, molto sensibili in questo periodo di crisi.

  Ci si aspetta dalle aziende che, nella loro comunicazione, tengano conto della situazione attuale e adeguino i messaggi al contesto.

  Vediamo cosa i brand dovrebbero inserire e cosa dovrebbero evitare all’interno delle loro campagne di marketing:

  1. Sottolineare come i prodotti e/o servizi offerti possano essere utili nella nuova quotidianità imposta dal virus;
  2. Raccontare gli sforzi fatti dal brand per migliorare la situazione attuale;
  3. Evitare di fare ironia che potrebbe risultare di cattivo gusto;
  4. Trasmettere messaggi positivi, la gente ha bisogno di evadere dalla negatività;
  5. Non risultare opportunisti, dando l’impressione di sfruttare l’emergenza per promuovere il brand.

Comunicazione e ripresa

  Il rischio di danni ingenti alle aziende è, purtroppo, una realtà da affrontare. Bisogna capire che ruolo ha e avrà la comunicazione e quanto sarà importante per rimettere in moto l’economia.

  Come fare pubblicità al tempo del coronavirus e dopo l’emergenza è solo uno dei tasselli che le imprese devono affrontare. La situazione è in continua evoluzione e bisogna rimanere costantemente aggiornati e non farsi trovare impreparati.

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