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Come scegliere il giusto stile tipografico

  Capire come scegliere il giusto stile tipografico, quando realizziamo un testo scritto, è fondamentale affinché esso possa trasmettere nella maniera corretta il messaggio che contiene. La forma, da sola, può a volte comunicare in maniera molto più diretta e forte del contenuto stesso.

  Per questo non vanno trascurate le scelte di font, carattere, e le impostazioni generale della pagina scritta.

Che cos'è la tipografia

  La tipografia è lo studio del carattere e coniuga gli aspetti funzionali di comprensione del testo e leggibilità, con aspetti più formali ed estetici. Si tratta di uno strumento essenziale perché è il tramite che permette agli esseri umani di interagire con i contenuti scritti.

  Quando parliamo di stile tipografico, sono numerosi gli elementi che vanno studiati e compresi se si vogliono fare scelte adeguate e realizzare pagine con testi con una portata comunicativa di valore. Cerchiamo di analizzarli uno ad uno per non farci trovare impreparati e sapere come gestire il tutto nella maniera più corretta.

Che cos'è il carattere tipografico

  Il carattere tipografico (in inglese typeface) è l’insieme di tutti i segni grafici identificativi di un alfabeto, progettati secondo una specifica coerenza visiva. Esso si configura come l’unione di caratteri (dall’inglese carachters) che identificano le singole lettere, e da glifi, ovvero le varianti dei caratteri (italic, bold, maiuscoletto ecc.). Ad oggi è possibile creare superfamiglie di caratteri con innumerevoli stili.

  In ambito tipografico possiamo identificare quelle che sono le parti più importanti che compongono un carattere, che ci danno quella che potremmo definire anatomia di un carattere:

anatomia caratteri
Anatomia caratteri

  Inoltre, bisogna tenere in considerazione che i caratteri, quando vengono immessi sulla pagina, seguono una logica ben precisa. La collocazione sul foglio avviene tramite griglie invisibili affinché il testo risulti leggibile e strutturato in maniera funzionale:

struttura caratteri
Struttura caratteri

L’occhio medio (in inglese x-height) è l’altezza delle lettere minuscole.
L’occhio è l’altezza delle lettere maiuscole.
Il corpo è l’altezza delle lettere maiuscole comprese di accenti e caratteri speciali, e comprende uno spazio al di sotto dell’occhio che arriva sino alla spalla inferiore.

Le varianti di un carattere tipografico

  Ogni carattere tipografico si caratterizza per una grande varietà di stili. Possiamo fare una classificazione di quelli più importanti:

  • Roman o Regular (versione normale)
  • Varianti di peso (bold, thin, light ecc.)
  • Italic o Corsivo
  • Obliquo (versione normale inclinata)
  • Versioni compresse
  • Versioni allargate

  Ciascuna di queste varianti costituisce un font diverso, pur trattandosi sempre dello stesso carattere tipografico. Per poter essere utilizzate dunque, si deve avere accesso al file diversi. Per comprendere meglio cosa significa, dobbiamo capire bene che cosa si intende quando si parla di font.

Che cos'è il font

  Nella storia della tipografia, il font ha assunto forme diverse e si è evoluto di pari passo con gli avanzamenti della tecnologia. Vediamo le tappe che hanno caratterizzato il suo percorso:

  • 1450-1880 i font erano i cassetti contenenti tutti i caratteri mobili in metallo, suddivisi in base al corpo;
  • 1880-1970 nasce la linotype che componeva automaticamente ciascuna riga di carattere del testo per cui ognuna di queste righe costituiva un font;
  • Oggi il font è un software che ci consente di utilizzare il carattere tipografico scelto, è il file che contiene i singoli caratteri.

  La parola font deriva dal francese medievale e il significato era “fuso”, riallacciandosi alla macchina a caratteri mobili di Gutenberg, padre della tipografia, che ricavava i caratteri dalla fusione del metallo.  

  Ogni stile di ogni carattere tipografico, con tutti i glifi ad esso connessi, rappresenta un singolo font. Ogni font non ha meno di 300/350 glifi. Generalmente i font sono raggruppati in famiglie, proprio per raggruppare i file contenenti le varianti di uno stesso carattere tipografico.

  I font, essendo un vero e proprio software, prevede che, per poter essere utilizzato, deve essere acquistato. Esiste pertanto un contratto tra il fornitore del file e l’utente che ottiene in tal modo la licenza d’uso. Tale contratto è noto come EULA (End-User License Agreement = accordo di licenza con l’utente finale).

Che cosa sono Legibility e Redability

  Quando si parla di come scegliere il giusto stile tipografico e quindi di comprensione di testi scritti, non si deve tenere conto solo di caratteri e font. Di fondamentale importanza per l’accessibilità alla lettura di una pagina, si deve tenere conto di altri fattori, ritenuti di contorno, ma indispensabili perché un testo possa essere ritenuto tipograficamente corretto.

Il primo fattore è la legibility, ovvero la leggibilità di un testo riga per riga. Il secondo fattore è la redability, ovvero la capacità di estrapolare un elemento da un testo più lungo. Se mancano queste due componenti, il nostro testo sarà incomprensibile. Affinché ciò non avvenga, dobbiamo considerare:

  • Giustezza, ovvero la lunghezza di una riga che, idealmente, dovrebbe essere tra le 30 e le 70 battute, spazi inclusi, per non rischiare di stancare l’occhio del lettore;
  • Interlinea, ovvero la distanza tra le linee di base, che dovrebbe essere pari al 120% del corpo del carattere ma se il carattere è molto grande può scendere al 100-110%;
  • Spaziatura, ovvero lo spazio tra le singole lettere e tra una parola e l’altra, e di solito va lasciata quella standard, ma se il corpo è molto grande si può pensare di ridurla un po’, mentre con il maiuscolo è meglio aumentarla;
  • Crenatura, ovvero la correzione mirata negativa tra una specifica coppia di lettere (es. tra A e V)

Consigli utili per una giusto stile tipografico

  • Non usare più di due/tre caratteri per uno stesso progetto tipografico;
  • Sfruttare le superfamiglie di caratteri per ottenere un risultato armonico;
  • Per vedere se due caratteri possono essere abbinati controllare che l’occhio medio sia uguale e che sia uniforme la proporzione orizzontale (una buona guida online su come abbinare i font la trovate sul sito Grafigata);
  • Adattare il carattere al registro, al pubblico e al design;
  • Adattare il carattere al dispositivo;
  • Considerare che ogni carattere ha la sua storia e quindi può trascinarsi dietro delle implicazioni sociali e culturali che possono influire sul messaggio;
  • Bisogna sempre guardarsi intorno e studiare, per trovare le combinazioni migliori per il proprio progetto e capire come scegliere il giusto stile tipografico.

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