Un font sbagliato può distruggere un progetto

Importanza della scelta del Font

  Quando dobbiamo produrre un contenuto tipografico, la scelta del font (o dei font) da utilizzare è una delle più importanti e complesse. La percezione del significato di ciò che andremo a realizzare passa, inevitabilmente, anche da questa componente. 

  La prima cosa da fare, per arrivare a una scelta adeguata, è comprendere in maniera dettagliata l’obiettivo del contenuto che stiamo trasmettendo, quale tipo di emozione vogliamo suscitare. Non esistono soluzioni valide in assoluto ma caratteri che si prestano correttamente o meno al tipo di messaggio che vogliamo far arrivare al nostro target di riferimento.

  Ogni font si porta dietro una storia, implicazioni sociali e culturali; ogni aspetto va tenuto bene in considerazione, per evitare che ci possano essere fraintendimenti.

Marchi Famosi e Font

  Vediamo come si indirizzano le scelte di alcuni marchi importanti riguardo al font. La direzione presa, evidenzia in maniera efficace il loro posizionamento e trasmette la filosofia del brand. Andiamo ad abbinare i loghi e i caratteri tipografici adottati.

  Giorgio Armani rimane fedele da anni al font Didot, creato da Firmin Didot alla fine del XVIII secolo. Si tratta di un carattere graziato, dalle geometrie eleganti che si sposa benissimo con un brand che ha fatto dello stile raffinato la propria filosofia. Non è l’unico marchio di lusso a utilizzarlo, anche il celeberrimo giornale di moda Vogue lo ha adottato per identificarsi.

  Fendi si rivolge invece all’intramontabile Helvetica, nella sua versione Bold. Senza grazie, la sua estrema chiarezza da un punto di vista grafico ne fa un carattere elegante e versatile. Esprime forza, decisione ma mai esagerazione, come abbiamo potuto vedere nell’articolo precedente dedicato alla sua storia, che potete leggere qui.

  La BBC, che è il maggiore editore radiotelevisivo del Regno Unito, ha fatto ricadera la sua scelta su un font che desse un grande senso di autorevolezza e serietà. Si tratta del Gill Sans, progettato nel 1928 dall’incisore Eric Gill. Tipico carattere senza fronzoli, dalle geometrie perfette, bilanciato e versatile. Assolutamente adatto allo scopo di trasmettere fiducia e decoro.

Font: scelte giuste e sbagliate

  Ovviamente la scelta del font non riguarda solo i loghi ma testi di ogni genere. Documenti, libri, pubblicità, locandine. Tutte le tipologie di testo scritto necessitano di uno studio approfondito per la selezione adeguata dei caratteri da adottare.

  Pensiamo a un documento ufficiale. Andrebbe scritto con un carattere chiaro, leggibile, che trasmetta un senso di ufficialità. Vediamo due alternative, apparirà subito chiara la scelta più adeguata:

  La pagina migliore è, fuori da ogni dubbio, quella in Calibri rispetto a quella in Blackadder ITC. Quest’ultimo manca di attributi fondamentali quali la comprensibilità immediata del testo, la parvenza di serietà e compostezza. Tutte caratteristiche che il Calibri esprime a pieno.

  Se andassimo invece a valutare due scelte differenti per un fumetto vedremo che la tipologia di scelta richiederebbe un ragionamento ben diverso:

  Tra il Comic Sans MS e l’Adobe Garamond Pro, il vincitore assoluto è il primo. Molto più infantile, giocoso e divertente, il Comic Sans si presta meglio a contenuti vicini al mondo fantastico, rispetto alla seriosità del carattere di Adobe.

  Simili a questi esempi se ne potrebbero fare molti altri che andrebbero a sottolineare l’importanza del font in tipografia.

Conclusioni

  Quando si va a scegliere un carattere tipografico il gusto personale va tenuto a margine. Ci sono dei criteri oggettivi da seguire se non si vuole andare incontro a un enorme fallimento del proprio progetto.

  Il consiglio che posso dare è quello di capire bene l’obiettivo e fare degli esperimenti graduali, confrontando più possibilità, perché a volte la scelta giusta sta in qualche piccolo dettaglio e tutto va valutato con calma e precisione.

  Bisogna cercare anche di evitare scelte banali. Negli esempi che ho fatto sopra ho suggerito abbinamenti giusti ma molto utilizzati. Non c’è solo una scelta, si deve guardare alla concorrenza e cercare di trovare una strada personale, ovviamente restando entro le linee guida necessarie a non incorrere in un disastro.

  Infine, se si devono abbinare più font all’interno dello stesso progetto, bisogna prestare grande attenzione. Non utilizzare mai più di tre caratteri, si deve cercare di enfatizzare i contrasti e controllare che la proporzione orizzontale sia uniforme. L’importante è non andare mai troppo fuori dalle righe, la parola d’ordine deve sempre essere “armonia“.

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