Lettering e Tipografia

Glifi, Caratteri Tipografici e Stili

  Lettering e tipografia sono alla base della comunicazione scritta. Ho deciso di partire da questo argomento perchè il carattere è l’elemento portante del nostro linguaggio, la prima cosa che ci insegnano a scuola, un mondo complesso e ricco di sfaccettature che possono influire, non poco, sul senso di una pagina scritta.

   Il lettering studia tutti i segni grafici identificativi di un alfabeto, i cosiddetti glifi,  andando a ricreare il loro disegno in varie maniere più o meno originali. Da questo punto di vista lo si può ritenere una vera e propria arte. Ovviamente quando andiamo a realizzare il disegno di un alfabeto, tutti i caratteri dovranno essere accomunati da un’assoluta coerenza grafica.

   Ogni carattere ha, di partenza, alcune componenti di base che lo compongono e ne costituiscono la struttura primaria, sulla quale poi è possibile lavorare:

Anatomia caratteri

  Inoltre la fase di progettazione di un alfabeto parte da una struttura precisa che permette poi al testo scritto con quei caratteri di essere facilmente leggibile:

Struttura carattere tipografico

  Una volta che abbiamo realizzato tutti i glifi seguendo il principio della coerenza visiva, ecco che possiamo parlare di carattere tipografico (noto in inglese come Typeface).
  Ogni cartattere tipografico si caratterizza per una macro divisione in due categorie:

  • i serif (con le grazie)
  • i sans serif (senza grazie)

  Inoltre presenta al suo interno una serie di stili, che non sono altro che delle varianti. Le principali sono:

  • Regular o Roman
  • Italic o corsivo
  • Varianti di peso (bold, light, thin ecc.)
  • Obliquo

  Ad oggi c’è una tale varietà di stili che è possibile creare delle superfamiglie di caratteri.

Il Font

  Una volta che abbiamo realizzato il nostro carattere tipografico dobbiamo renderlo fruibile. Questo è possibile grazie al font, ovvero il file che ci consente di applicare il carattere.

  Il termine deriva dal francese fonte che significava, in epoca medievale “fuso”. Il riferimento è alla macchina a caratteri mobili ideata da Gutemberg che diede avvio alla stampa. Essa si basava, appunto, sulla fusione di pezzi di metallo che andavano a formare i vari glifi. 

  Dunque tra il 1450 e il 1880 il font erano i cassetti con i caratteri divisi in base al corpo; tra il 1880 e il 1970, con la nascita della lynotipe, che componeva automaticamente righe di testo, il font erano le righe per intero; oggi il font è, invece, il software che ci consente di utilizzare il carattere che scegliamo, e ogni stile ha il suo font specifico.

  Importante è sapere che ciascun font, essendo un software, per poter essere installato ed utilizzato, necessita di un contratto di licenza tra il fornitore e l’utente finale. Esso è nota come EULA (End-User License Agreement).

Redability e Legibility

  Quando si va a comporre un testo scritto, ci sono altre due componenti fondamentali da tenere in considerazione:

  • Redability ovvero il comfort di lettura, necessario soprattutto quando si affrontano testi lunghi
  • Legibility ovvero la capacità di estrapolare da un testo complesso, un singolo elemento

  Non è possibile costruire un testo tipograficamente corretto prescindendo da questi due elementi. Esistono pertanto una serie di norme che conferiscono a un testo queste due caratteristiche necessarie:

  1. Giustezza → la lunghezza di una riga che deve essere ben regolata per non stancare l’occhio (dovrebbe essere tra le 30 e le 60 battute, spazi inclusi).
  2. Interlinea → la distanza tra le linee di base, che dovrebbe essere impostata al 120% del corpo del testo; tuttavia, quando il corpo del testo è molto elevata va ridotta al 100/110%.
  3. Spaziatura → la quantità di spazio tra le lettere e tra le parole, di solito va bene quella standard; col maiuscolo è meglio aumentarla.
  4. Crenatura → la correzione mirata negativa dello spazio tra una specifica coppia di lettere (es. tra A e V).

  Ci sono poi alcune cose da evitare per rendere un testo elegante e più facilmente fruibile:

  1. Linee singole → può risolversi aumentando la spaziatura.
  2. Orfane e Vedove → orfana è una linea incompleta alla fine di una pagina, vedova è una linea incompleta alla fine di un periodo; si risolvono aumentando o diminuendo la spaziatura creando una riga completa almeno per un terzo.
  3. River → è la presenza di spazi ampi o stretti tra le parole.

  Ultimo consiglio: per un progetto tipografico, normalmente, non si devono utilizzare più di due, massimo tre, caratteri. Bisogna sfruttare le superfamiglie ed essere sempre misurati, mai eccessivi.

 

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